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Uccise il padre e la convivente, assolto l'omicida

Il tribunale ha decretato che Dario Capecchi, 45 anni, ha un vizio totale di mente ed è socialmente pericoloso. Per ora resta in carcere a Sollicciano

FIRENZE — E' stato assolto per vizio totale di mente Dario Capecchi, 45 anni, l'uomo che nella notte fra il 29 e il 30 giugno scorso uccise a coltellate il padre Osvaldo e la convivente Patrizia Manetti. Le vittime avevano rispettivamente 68 e 69 anni e furono uccisi nel sonno, mentre dormivano nella loro abitazione a Impruneta.

Il tribunale ha anche stabilito che l'omicida è socialmente pericoloso e che dovrà restare per almeno dieci anni in una Rems, le residenze sanitarie riservate alle persone con problemi di salute mentale che commettono delitti.

Poichè al momento non vi sono posti disponibili in una Rems, Capecchi resterà in una sezione speciale per malati psichiatrici del carcere di Sollicciano di Firenze. Il suo avvocato difensore ha chiesto alle autorità competenti che Capecchi venga al più presto trasferito in una struttura a gestione prevalentemente sanitaria come le Rems.

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