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La Guardia di Finanza nella sede di ChiantiBanca

Acquisiti documenti nell'ambito dell'inchiesta per falso in bilancio e ostacolo alla vigilanza aperta dalla procura dopo un esposto dell'ex presidente

SAN CASCIANO — L'inchiesta su ChiantiBanca è stata avviata dopo che l'ex presidente Lorenzo Bini Smaghi ha inviato alla procura la relazione degli ispettori di Bankitalia sul bilancio 2015 dell'ente, approvato prima del suo arrivo, nell'aprile del 2016. Bini Smaghi non è stato poi riconfermato dall'assemblea dei soci del 14 maggio scorso e oggi al suo posto c'è Cristiano Jacopozzi. I reati ipotizzati nel fascicolo della procura sono falso in bilancio e ostacolo all'attività di vigilanza.

"L'acquisizione di documentazione da parte dellla Guardia di Finanza è la normale prosecuzione dell'iter istruttorio a seguito della segnalazione inviata da ChiantiBanca - si legge in una nota dell'istituto - Quanto segnalato dalla banca alla procura della Repubblica riguardava delle irregolarità di classificazione di un titolo di Stato nel bilancio 2015. Si sottolinea che per tali irregolarità CHiantiBanca abbia già provveduto alla completa sistemazione nel bilancio 2016".

"La banca è sana e rispetta ampiamente tutti i requisiti regolamentari - continua la nota - e questo nonostante abbia provveduto a tutelanti accantonamenti sui crediti. Inoltre sono stati fatti importanti rafforzamenti dei processi atti a presidiare i rischi. Nel contempo ChiantiBanca sta continuando a essere un importante supporto per l'economia del territorio".

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