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Fiumi di petrolio a nero, evasione milionaria

Cinque arresti e undici denunce al termine dell'operazione della Finanza. Smascherato un'organizzazione che evadeva sistematicamente le accise

PISTOIA — La pista che ha permesso ai finanzieri della guardia di finanza di Pistoia di smascherare l'organizzazione è stata imboccata dopo il sequestro di un'autobotte in arrivo dalla Germania. La documentazione allegata al carico di petrolio che il camion trasportava è risultata falsa ai controlli e questo è bastato per trovare il bandolo della matassa. 

Una matassa intricata e molto redditizia: i prodotti petroliferi che erano introdotti in Italia erano, infatti, rivenduti a prezzi concorrenziali grazie a delle società schermo create apposta per evitare guai e nascondere i traffici dell'organizzazione. Una di queste società ha sede a Pistoia, l'altra a Scandicci. A fare le spese delle truffe, come sempre accade, gli operatori che rispettano le regole del mercato. 

Alla fine i finanzieri hanno arrestato cinque persone e sequestrato beni per oltre un milione di euro. Le ordinanze di custodia cautelare in carcere, disposte dal gip del Tribunale di Pistoia Patrizia Martucci su richiesta della procura, hanno colpito due persone domiciliate a Pescia, una a Montecatini Terme, una a San Casciano Val di Pesa e una a Carpi in provincia di Modena. Tre i provvedimenti di obbligo di dimora nel comune di residenza a Pistoia, Capannori e Lodi. Undici le denunce. Le ipotesi di reato sono associazione a delinquere finalizzata alla sottrazione all'accertamento e al pagamento dell'accisa sui prodotti energetici, alla violazione della normativa in materia di trasporto di prodotti soggetti ad accisa, al falso in atto pubblico, alla truffa ai danni dell'amministrazione finanziaria e all'emissione di fatture per operazioni inesistenti. 

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