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"Non revocabile l'adesione di ChiantiBanca a Ccb"

Lo afferma l'associazione che riunisce un gruppo di soci favorevole a Ccb e contrario all'adesione dell'istituto di San Casciano a Iccrea

SAN CASCIANO — Si profila sempre più un'assemblea ad alta tensione per il prossimo 10 dicembre, quando i soci di ChiantiBanca saranno chiamati a pronunciarsi  sull'adesione dell'istituto al gruppo Iccrea, di fatto cancellando la decisione assunta un anno fa di aderire alla Cassa centrale del Trentino (vedi qui sotto gli articoli collegati).

Secondo l'associazione Per una banca in terra toscana, che riunisce un gruppo di soci contrari all'adesione di Iccrea, la lettera inviata nei giorni scorsi ai soci dal consiglio di amministrazione di ChiantiBanca in vista dell'assemblea "contiene affermazioni false e tendenziose". Inoltre, a loro avviso, "la delibera di adesione al gruppo Ccb, assunta nel dicembre 2016, non può essere revocata". Secondo questi soci anche la votazione dell'assemblea del 14 maggio 2017 è stata regolare e comunque non sono d'accordo sulla maggiore solidità di Iccrea rispetto a Ccb. 

"In termini relativi, i dati, anche quelli forniti nel documento (12 miliardi di patrimonio per 148 miliardi di attivi, ossia un rapporto patrimoniale pari all''8% per Iccrea contro 7 miliardi per Ccb a fronte di 77 di attivi, pari a un rapporto del 9%), tutti i dati, sul patrimonio, le sofferenze, le coperture, mostrano che Ccb è più solida di Iccrea" sostiene l'associazione Per una banca in terra toscana.


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