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"Noi salvi dall'attentato per pochi minuti"

Il racconto dell'attentato a Barcellona di una coppia del Chianti in vacanza in città. Pochi minuti prima dell'attacco erano sulla Rambla

SAN CASCIANO VAL DI PESA — A quasi un giorno dalla strage dell'Isis sulle Ramblas di Barcellona, arriva la notizia che tra le 14 vittime ci sono anche due italiani, Bruno Gulotta, 35 anni, di Legnano, e Luca Russo, 25 anni, di Bassano del Grappa.

Ma tra le tante storie, tragiche o di salvezza, che arrivano dall'attentato dell'Isis a Barcellona c'è anche quella di una coppia di San Casciano Val di Pesa, che si è salvata per pochi minuti.

"Ci è andata bene, ce ne rendiamo conto. Appena un quarto d''ora prima del massacro eravamo a passeggiare sulla Rambla proprio nella strada dove il furgone ha falciato le persone. Ma l'abbiamo compreso solo ieri sera, in albergo, guardando con calma le immagini delle tv spagnole. Ci ha salvato l'idea di andare in un negozio di abbigliamento parecchio più lontano".

Così il racconto dell'attentato a Barcellona di una coppia di San Casciano Val di Pesa in vacanza nella città catalana, che per un breve lasso di tempo hanno evitato il luogo della strage, ma che hanno vissuto comunque lo smarrimento e la paura dei momenti successivi. 

"Ieri pomeriggio - raccontano - avevamo deciso di raggiungere un negozio di abbigliamento oltre Plaza de Catalunya, ormai fuori dalla Rambla dove avevamo passeggiato a lungo. Mentre eravamo dentro il negozio a un certo punto i commessi hanno fatto uscire tutti i clienti presenti, almeno una ventina, senza spiegare perché ma dicendo di allontanarci velocemente. Non capivamo cosa succedeva, ma l'abbiamo fatto, tantissime persone uscivano dai negozi e camminavano in strada, comunque con calma". 

Quindi, "abbiamo telefonato in Italia ai familiari per dire che stavamo bene, ma anche avvisando che era successo qualcosa, anche se non sapevamo bene cosa", continua il racconto, "e intanto, mentre ci dirigevamo all'albergo macchine della polizia e ambulanze correvano a sirene spiegate verso la Rambla". Solo la sera è stato chiaro l'accaduto.

"Sì, siamo rimasti in albergo, e abbiamo capito guardando la tv che abbiamo avuto fortuna perché poco prima del massacro c'eravamo anche noi dove è stato fatto l'attentato col furgone. Possiamo dire che ci è andata bene, meno male ci siamo spostati per andare a quel negozio più lontano".

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