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​Duplice omicidio, il figlio ha confessato

Fermato dopo un lungo interrogatorio il figlio dell'uomo ucciso a coltellate in casa con la convivente. Avrebbe detto di aver avuto ordine dall'Isis

IMPRUNETA — E' stato sottoposto a fermo di indiziato per duplice omicidio aggravato il 43enne, figlio dell'uomo che stamattina è stato trovato a terra privo di vita nella casa di Impruneta in cui viveva con la compagna, anche lei uccisa. L'uomo, affetto da una grave patologia psichica, dopo essere stato trovato, ai carabinieri avrebbe detto di avre ricevuto l'ordine di ucciderli dall'Isis.

A scoprire i corpi di Osvaldo Capecchi, ex dipendente Ataf e di Patrizia Manetti, è stato l'altro figlio dell'uomo, anche lui residente all'Impruneta. Il corpo di lei era a terra in camera da letto mentre quello dell'uomo era riverso sul pavimento dell'ingresso. Dalla ricostruzione sin qui eseguita, però, i carabinieri ritengono che siano stati aggrediti mentre si trovavano a letto.

All'ora ipotizzata per la morte dal medico legale, tra l'una e le due del mattino, i vicini hanno detto di aver avvertito le grida di un litigio.

In casa con la coppia viveva il figlio ora sottoposto a fermo che i carabinieri hanno cercato fin dai primi momenti dopo la scoperta dei cadaveri. Solo nel pomeriggio è stata trovata dalla polizia stradale prima la sua auto, una Fiat Panda vecchio modello lasciata sulla corsia di emergenza dell'autostrada A1 all'altezza di Calenzano. Poi è stato trovato anche il 43enne, in un boschetto poco lontano dal luogo in cui era stata lasciata la macchina. Era in stato confusionale e quando i carabinieri lo hanno trovato non ha opposto alcuna resistenza.

Poi il lungo interrogatorio alla presenza di un avvocato d'ufficio. Da qualche mese lavorava in una ditta di cotto dell'Impruneta e da qualche giorno pare avesse interrotto la terapia farmacologica. Ora sarà portato a Sollicciano.

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