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Il ripetitore sulle case scatena il putiferio

Foto facebook Comitato spontaneo Candeli no antenna

I residenti di Candeli si sono riuniti in comitato contro l’installazione di un'antenna per la telefonia. Via alla raccolta firme e ricorso al Tar

FIRENZE — I cittadini radunati nel comitato che si è costituito per dire no alla grande antenna ripetitore per la telefonia nella frazione di Candeli ha avviato una raccolta di firme per chiederne la rimozione. 

L’antenna, collocata da Telecom Italia, in un’area di proprietà delle Ferrovie, “viola gravemente il paesaggio di una zona vincolata, crea problemi di utilizzo dell'area triage eli-soccorso" a servizio della vicina galleria ferroviaria Direttissima, "ed è infine pericolosa per l'asse ferroviario vista la vicinanza, in caso di ribaltamento”, sostengono i membri del comitato che non tace anche preoccupazione per le emissioni di onde radio.

Un residente della zona ha anche promosso un ricorso al Tar contro l’installazione dell’antenna. Ora il comitato ha inviato la sua richiesta al sindaco di Bagno a Ripoli, alla Soprintendenza architettonica, bella arti e paesaggio, a Telecom e a Rfi.

Secondo il comitato, il Comune, non ha ancora il piano del programma comunale degli impianti come richiesto dalla legge regionale 49/2011. In base alla legge, si spiega, "le domande per un nuovo impianto potevano essere autorizzate solo in via eccezionale per motivate ragioni di urgenza ed indifferibilità rispetto adesigenze di funzionalità della rete''. "Tali esigenze - spiega ancora il comitato - non sonostate descritte e pertanto non potevano essere né urgenti néindifferibili".

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